I fiorentini sono noti burloni e spesso la loro innata ironia gli consente di risolvere faccende controverse.
In Borgo Ognissanti, esattamente al numero 12, se si osserva bene il balcone posto al primo piano si noteranno delle stranezze costruttive. Le mensole di sostegno, le volute e le balaustre sono tutte costruire al contrario. 
Stranezza architettonica? Macchè. Semplicemente una ironica soluzione al divieto di costruire quel balcone.
Ma spieghiamo meglio cosa accadde.
Nei primi anni del cinquecento la famiglia Vespucci, pare imparentata con con Amerigo Vespucci, era proprietaria di questo palazzo in Borgo Ognissanti e volendolo ristrutturare avevano previsto la costruzione di un balcone al primo piano esteso su tutta la facciata del palazzo.
Per questo incaricaricano il loro architetto di predisporre il progetto per la costruzione del balcone e richiedere le relative autorizzazioni. In quel periodo il Duca Alessandro I de’ Medici stava portando avanti il suo progetto di revisione urbanistica che prevedeva di rendere più spaziose le vie eliminando balconi e balconate. La risposta pertanto a quella richiesta di costruzione del balcone in Borgo Ognissanti fu negativa.
I Vespucci  invitarono il loro architetto a ripresentare la richiesta con alcune modifiche. La risposta del Duca fu ancora negativa.
Fu quindi presentata una terza richiesta che riduceva di molto i lavori sul palazzo ma che prevedeva comunque la costruzione del balcone. Il duca indispettito anzichè dare una risposta negativa ironicamente autorizzò la costruzione ma “alla rovescia” credendo così di prendersi burla dei Vespucci.
A burla si risponde con burla ed infatti la famiglia fece costruire il balcone con tutti gli elementi strutturali rovesciati in “ossequio” all concessione edilizia rilasciata dal Duca.
Il Duca concesse gli onori all’ingegno e all’ironia ed infatti non punì l’architetto che tanto aveva osato.
Il balcone è ancora oggi lì, con le sue strutture rovesciate.