Siamo tra via del Corso e via dei Cerchi, lì dove si apre un minuscolo spiazzo chiamato il Canto di Croce Rossa, stranissimo nome per un incrocio di città, oggi fa pensare alla nota associazione umanitaria, con cui invece non ha nulla a che fare. A tutti gli effetti si tratta di un “cantone”, cioè di un angolo all’incrocio tra due vie,  e l’appellativo “Croce Rossa” è presto spiegato, se alzerete un po’ all’insù il vostro naso, in modo da notare due marmoree croci rosse in campo bianco che si trovano ai lati dell’angolo, con al centro un piccolo tabernacolo in marmo, chiuso da inferriata che conserva il busto del Signore.
Ma chissà perché  due croci rosse marchiano da sempre le mura del cantone?
Per scoprirlo dobbiamo tornare al tempo in cui le farmacie si chiamavano ancora spezierie e gli speziali facevano parte di una delle corporazioni più importanti di Firenze, erano dunque gente abbastanza potente, e non si sa perché, qui in città, erano soliti piazzare le botteghe solo ed esclusivamente sulle cantonate, dove non solo vi aprivano il negozio, con tanto d’insegna e di cancello, ma scolpivano o dipingevano, sull’angolo occupato, un simbolo che desse il nome alla farmacia e all’intero cantone. Ecco dunque che l’antica spezieria all’ “insegna della Croce Rossa”, ha lasciato per sempre il suo marchio e il suo nome a questa parte di città!
E non è l’unico caso, perché da ricordare sono anche la farmacia all’ “insegna del Moro” e la spezieria all’ “insegna del Diamante”, entrambe sistemate su cantoni, degne però di estrema nota, perché dopo centinaia di anni, continuano ancora la loro longeva attività, proprio negli stessi locali e con la medesima insegna del tempo.
In particolare è curioso soffermarci sulla spezieria all’ “insegna del Moro”, posta tra Piazza San Giovanni e Borgo San Lorenzo, soprattutto per il particolare nome che ha tramandato nei suoi anni. Perché si chiama spezieria del Moro? Cosa c’entrano i saraceni con Firenze, la farmacia e questa parte di città?
Ovviamente il nome gli deriva dalla testa di un Moro, antica insegna scolpita per segnalare la presenza della farmacia, ma il motivo non è affatto banale, perché si trattava a tutti gli effetti di  una reclame, una pubblicità che accalappiasse la clientela che già all’epoca conosceva, per sentito dire,  la competenza degli arabi nell’ambito della farmacopea e delle preparazioni medicamentose; diciamo che accadeva già allora quello che accade oggi  con i ristoranti all’estero, sempre più spesso marchiati da un’insegna all’italiana, l’immagine di una pizza, uno spaghetto, per sottolineare il concetto di una cucina sana e assai gustosa.
Un paradosso se si pensa che una strategia commerciale così vincente, fu utilizzata dalla farmacia più antica di Firenze: fondata nel 1265, aveva all’epoca i locali in via Cerretani, ma nel 1521 si trasferì dov’è situata ancora oggi, e fu gestita, tra gli altri, da un famosissimo accademico, il celeberrimo Lasca, prima fondatore dell’Accademia Fiorentina e poi dell’Accademia della Crusca.
Lo possiamo noi stessi verificare oggi, entrando nella farmacia, dove una lastra di marmo appesa in bella vista ricorda il personaggio come speziale presso il negozio, una memoria conservata nel tempo, insieme al marchio dell’antico moro, la vincente scelta di un’insegna, sinonimo di garanzia e affidabilità.
A lui il  merito della fortunata attività!