Ci si ritrova, un po’ addormentati nella Via di Mezzo di Camaiore, per svegliarci con un cappuccino e un dolcetto che ci portano a considerare la vita con ottimismo.
Una passeggiata in centro e, bighellonando, fino alla Badia con il suo stile duecentesco e con l’imponenza di quando nel 990 ospitò, sulla francigena, Sigerico, primate d’Inghilterra in viaggio a Roma dal Papa.
Dalla Badia ci spostiamo lungo le rive del Torrente Lombricese che col Torrente Lucese forma il fiume di Camaiore (l’antico Flumen Moteronis o Motrone) che ora, deviato, sfocia nella Fossa dell’Abate ed anticamente si gettava in mare nella località che da lui ha preso il nome.
Tuttala vallata è costellata da antichi opifici, mulini e frantoi che si avvalevano della forza dell’acqua per azionare macine e molende ed ancora polverifici e ferriere. Proprio in questa vallata l’arte del ferro raggiunse la massima espressione, in lucchesia, con i magli ad acqua. Se qualcuno chiede informazioni ed ha la pazienza di seguire le scarse indicazioni lungo la strada, arriverà a scoprirne una ancora funzionante e portarsi a casa un ricordo di un’arte che fu, sotto forma di vanga, zappa, altro attrezzo agricolo o qualcosa di più usuale alla nostra mentalità postmoderna.
Quello più difficile da trovare è il Linchetto, spirito dispettoso e beffardo, che infesta questa vallata e di cui, ancora, nelle serate di tregenda alcuni anziani raccontano le gesta ai nipoti. Sono storie così verosimili che alcuni dicono che ne sono stati protagonisti e le hanno vissute in prima persona.
Superato Casoli ed arrivati a Trescolli e d’obbligo abbandonare la macchina e salire a piedi il pendio del Monte Matanna per un sentiero ben segnalato ed improvvisamente si camminerà su di un lastricato di cemento punto di arrivo del pallone aerostatico che portava gli sciatori da Camaiore alle piste da sci dell’Alto Matanno, uniche piste mai usate della Versilia. Il servizio finì improvvisamente per un incendio del pallone, ad Elio, per fortuna senza vittime.
Siamo quasi arrivati, ed improvvisamente vedremo una cascata che chiude La grotta all’Onda e che sembra scaturire dalla sommità della montagna.
Dopo la passeggiata certo non mancherà l’appetito e, ritornati alla macchina ci sposteremo a Metato di Camaiore, sino a qualche anno fa raggiungibile solo con una mulattiera.
Tutta la piana della Versilia si stenderà, come un tappeto, ai vostri piedi, con in primo piano le strade parallele di Camaiore e più oltre i paesi costieri da Torre del Lago a Forte dei Marmi.
Il Circolo Enogastronomico de Il Fondaccio, incastonato in questo scenario, vi accoglierà col tipico pranzo delle colline dell’entroterra con antipasti, i tordelli camaioresi (veramente superbi) ed i succulenti secondi anche di cacciagione.
Finirà con un leggerissimo conto una giornata piacevole fuori dalla frenesia del mare e della costa versiliese.

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