Il ritrovo è sul prato della villa Medicea di Seravezza, patrimonio UNESCO, e, se anche non potessimo entrare all’interno del magnifico chiostro, l’esterno con la cappella gentilizia e le scuderie sarebbero un ricordo che ci porteremo dietro nei nostri ricordi. E dopo la sosta inizia la nostra avventura nella valle del serra.
Nel canalone compaiono le rovine dell’antica argentiera e le gallerie, dismesse, del treno che portava in pianura i marmi di Arni (nella cui vallata, i più avventurosi potranno scoprire, con qualche difficoltà, le Marmitte dei Giganti).
Ma proseguiamo per Ponte Stazzemese, sede del Comune, per continuare, arramoicandoci, sino alle Mulina. Negli anni ’50 vi era uno dei ristoranti più esclusivi della Versilia e a tal proposito si racconta ancora una “fola” che tramandache in un giorno d’estate arrivò un giovane (Baldovino non ancora re del Belgio) in 500 con la fidanzata Fabiola. Un’anziana donna del posto, pensando di dare un buon suggerimento lo apastrofò “O cittino per entrare lì bisogna avere tanti soldi, va da un’altra parte”
A quanto sembra Baldovino non la ascoltò.
Superato il “paese” il paesaggio si fa alpestre e siamo dominati dal Monte Forato e dai Torrioni dei Bimbi (il monte Procinto) una delle ascenzioni alpinistiche più impegnative di tutte le apuane se non usufruiamo della “ferrata” che ci aiuta nella salita
Dopo una serie di Curve arriviamo a Stazzema, anzi cento metri prima del paese parcheggiamo in un ampio spazio dietro la pieve romanica che sarà la nostra prima visita del paese. Dalla struttura romanica comancina al soffitto a cassettoni del settecento, tutto è architettonicamente notevole e la mezzora per la visita sarà piacevole anche se quello che veramente ci impressionerà è, sul davanti della pieve il chiostro della canonica con ad est la vista mozzafiato delle Apuane in tutto il loro splendore, e dalle finestrelle del chiosco, che congiunge la chiesa con la canonica, tutta la vallata fino alla pianura con boschi e pesi incastonati nel verde.
La visita del paese durerà un’oretta (se non vi soffermerete in tutti i vicoli caratteristici ed a bere alle fonti purissime) scoprirete la torre dei Castracani ed il Santuario della Madonna del Piastraio. Oggetto di devozione di tutti i cavatori che con quel mestiere (in tantissimi fino agli 80) si guadagnavano la vita.
Ritornati al parcheggio, un attimo stanchi e con un certo appetito, siamo nel luogo giusto. Infatti, un po’ appartato e con aria quasi dimessa, scoprirete un Circolo – Ristorante che non vi dovete fare scappare per nessun motivo. Dire che dovrete tentare di resistere a quello che vi sarà servito di genuino e casereccio e, scusate ma non esagero, di estremamente abbondate. Ed, in fondo, il conto sarà una piacevo super sorpresa.
Ma la giornata, per coloro che riusciranno ad alzarsi da tavola con delle forze, non è ancora finita. Una serie di percorsi da treking si partono da Stazzema (o dalle vicinanze) per portarvi a scoprire le più belle vette delle apuane, dalle Panie la regina delle Apuane al Procinto sino a passare sotto l’arco naturale che caratterizza, forse in maniera unica) il Monte Forato.

Virgilio Del Bucchia