Piazza delle Pallottole si affaccia su Piazza del Duomo fra Via del Proconsolo e Via dello Studio. Rispetto alle dimensioni attuali, piuttosto contenute, un tempo la piazza aveva una superficie maggiore; venne ridotta nel corso del XIX secolo con l’allargamento di Piazza del Duomo.
L’origine del nome è riferito al fatto che in quella piazza era permesso disputare il “gioco delle pallottole”, una sorta di gioco delle bocce, diversamente da molte altre zone, segnatamente vicino ad edifici di culto, ove era espressamente vietato da specifiche targhe apposte dagli “Otto di Balia”.
La piazza venne usata dagli “scalpellini” per la creazione delle sculture destinate alla decorazione esterna di Santa Maria del Fiore. Un luogo quindi di grande fervore “operativo” e artistico.
Alla base di un edificio di Piazza delle Pallottole, verso Via dello Studio, si trova una targa con la scritta “Sasso di Dante” in memoria del luogo dove Dante si soffermava, sedendosi su un masso lì presente, per osservare i lavori di costruzione della Cattedrale.
Si narra che di lì passasse un conoscente che chiese improvvisamente al Poeta “Oh Dante, qual è il cibo che più di piace?”, la risposta “L’ovo!”. Oltre un anno dopo lo stesso trovando di nuovo il Poeta in quel luogo e volendolo prendere di sorpresa gli disse “Con cosa?”, al che Dante rispose senza scomporsi particolarmente “Col sale!”.
Piazza delle Pallottole è anche ricordata perché in quel luogo Leone Strozzi accoltellò Giuliano Salviati, grande amico del Duca Alessandro de’ Medici, che aveva importunato pesantemente la sorella Luigia Strozzi.