La grotta di San Mamiliano, detta anche grotta del Santo e grotta del Drago, è un luogo sacro che si trova sull’isola di Montecristo nell’Arcipelago Toscano a 234 metri di altitudine, non distante dal monastero di San Mamiliano.
La vocazione monastica dell’isola affonda le proprie radici nella metà del V secolo ed è legata alla figura di san Mamiliano, il vescovo di Palermo che, secondo la tradizione, per sfuggire ai Vandali, sarebbe qui approdato dalla Sardegna con altri suoi seguaci (il presbitero Senzio e i monaci Aurelio, Gobuldeo, Infante, Lustro, Procolo, Rustico e Vindemio). Lungo le pendici del monte della Fortezza, dominata dai resti della fortezza di Montecristo, è la grotta che la devozione popolare ha sempre identificato come dimora del santo eremita e luogo nel quale, secondo la leggenda, egli avrebbe ucciso un drago, simbolo evidente del paganesimo. Sul luogo dell’uccisione sarebbe sgorgata la sorgente d’acqua tuttora esistente e di cui, sino al XIX secolo, veniva fatto mercato. All’interno della grotta numerosi ex voto costituiscono la testimonianza del passaggio di generazioni di pellegrini e di marinai.
Dal gennaio al febbraio 1870, all’interno della grotta del Santo visse l’eremita Davide Lazzaretti.