Il Museo della Collegiata di Sant’Andrea a Empoli, tra i musei minori più importanti e più antichi della Toscana, nasce sullo sfondo dei moti risorgimentali tesi a realizzare l’unità d’Italia.

Il primo nucleo di opere, provenienti soprattutto dalla Collegiata ma anche da Chiese vicine e da donazioni private, è catalogato dal Regio Ispettore Carlo Pini nel 1863. La raccolta è aperta al pubblico alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento, dopo il riordinamento secondo criteri cronologici eseguito da Carocci, Ispettore della Soprintendenza e profondo conoscitore del territorio.

Trasferito e riallestito negli ambienti della Propositura negli anni Trenta, il Museo come la Collegiata è poi gravemente danneggiato dai bombardamenti durante la guerra e riapre nel 1956, con un nuovo ordinamento curato da Umberto Baldini sulla base di criteri di godibilità estetica, che evidenziano i valori artistici delle opere.

L’ultimo ordinamento, nel 1990, ha dotato il Museo di un’impiantistica a norma, e ha ricollocato le opere qui trasferite nel 1956 nelle loro sedi originarie, divise per sezioni e in ordine cronologico.

Al piano terreno, il Cristo in pietà, capolavoro di Masolino, è stato ricollocato nel suo luogo di provenienza, il Battistero, l’ambiente più antico e suggestivo del Museo, e ha suggerito di riunire qui gli affreschi staccati, mentre nella sala successiva sono state sistemate le sculture.

Il piano superiore, con le sue quattro sale, è interamente dedicato alla pinacoteca, con i dipinti esposti in ordine cronologico, riunendo in un unico ambiente le opere degli stessi pittori. I due scenografici Tabernacoli dei Botticini si fronteggiano nel Salone; nella loggia superiore del chiostro, a conclusione del percorso museale, sono esposte le robbiane, già sistemate qui nell’ultimo allestimento del 1956.

(Credits e Info: Empoli Musei)