Una leggenda narra che un gruppo di cacciatori paganichesi durante una battuta di caccia rinvennero, nascosto nella macchia, un Cristo. Anche i civitellini, che cacciavano nella stessa zona, lo trovarono.

Entrambi i gruppi ritenevano di avere il diritto di appropriarsi della sacra immagine. Decisero di affidarsi alla volontà divina. Caricarono l’icona su due giovenche lasciando loro la scelta. C’è chi dice che le vacche si diressero senza indugio verso Paganico e chi invece giurerebbe che presero la direzione di Civitella. Altri affermano che la volontà di Dio si sarebbe espressa per mezzo del suo figliolo. Durante la notte una nevicata aveva coperto le colline.

I civitellini infreddoliti che si recarono in chiesa di buona mattina trovarono vuoto l’altare destinato ad accogliere il Cristo. Si chiesero chi potesse averlo trafugato. Con quella neve bastava seguire le orme impresse nel manto soffice.

Ma si accorsero che un’unica traccia si dirigeva dalla loro chiesa al borgo fortificato di Paganico: quelle di un uomo scalzo che, sceso dalla croce, aveva deciso di recarsi, da solo, alla sua nuova e definitiva dimora. Il borgo che portava anche nel nome le tracce del suo antico paganesimo, aveva bisogno del crocifisso miracoloso, da affiancare a quello del castello che dona al nome del borgo tracce della sua antica civiltà.

(Credits e Info: Toscana Ovunque Bella)