Il Borgo

Sull’asse che congiunge Volterra a Pisa, arroccato sulla sommità delle colline toscane, si staglia inconfondibile il profilo del campanile della Pieve di San Verano. Spicca come una guglia all’apice di una cupola: il borgo è la sua cattedrale di pietra, i vicoli ripidi i suoi contrafforti. Peccioli si adagia verso la valle sottostante che, quieta, risplende del giallo dell’oro e del verde dello smeraldo.

Ci incamminiamo, passeggiando tra le viuzze strette del paese, fino ad affacciarci su via del Giardino, una terrazza dal panorama mozzafiato. Da qui proseguiamo sui selciati bianchi, costeggiando le balze di tufo per arrivare a Fabbrica. Gli oliveti incorniciano il panorama collinare mentre, timidamente nascosta dietro a una fila di cipressi, si intravede l’austera facciata in muratura della Pieve di Santa Maria Assunta, un meraviglioso esempio di architettura romanica del XII secolo, che custodisce al suo interno la suggestiva Ultima Cena di Paolo Guidotti.

Il Mistero di Isadora

Risaliamo sulla via di Montelopio e poi sulla via di Cedri. Il nostro percorso è immerso nel verde degli ulivi con la loro fragranza pungente, un’epifania che ha il sapore corposo dell’olio buono. Tra le fronde si affaccia qualche capriolo, intimorito eppur curioso. Proseguiamo sulla via della Bonifica e poi ancora avanti tra i campi di grano e avena, costellati di ginestre odorose fino al selciato di via Santa Maria. Siamo arrivati a Ghizzano.

Da qui, ci spostiamo in direzione Castelfalfi, fino al poggio cretoso di Colle Mustarola. Lungo una delle vie ora periferiche, ma un tempo asse congiungente tra la Valdera e Roma, sorgeva la piccola chiesa di Santa Mustiola. Di questa chiesetta del XII secolo rimangono poche, spoglie macerie. Al suo interno, una sepoltura medievale riportata alla luce nel 2016, che ha custodito intatto per sei interi secoli un tesoro inestimabile: il mistero di Isadora, la giovane che qui si trovava sepolta. Di lei ci rimangono un anello in bronzo, un copricapo ornato di perline e una preziosa cintura bronzea finemente decorata. Chi fosse rimane un enigma.

Tra cielo e terra

Proseguiamo la nostra passeggiata fino a Libbiano: qui ci fermiamo a guardar le stelle dai telescopi delCentro Astronomico Galilei, da cui nel 2006 venne scoperto un asteroide che porta proprio il nome di Peccioli. Ci incamminiamo lungo una via sterrata e immersa nel verde. A fianco, il consueto panorama collinare, ormai complice del nostro viaggio. Tra i poggi, svettano quiete le pale eoliche col loro moto pacato e incessante. Arriviamo a Legoli, di fronte al monumentale tabernacolo di Benozzo Gozzoli affrescato tra il 1479 e il 1480 e custodito nella Cappella di Santa Caterina.

E su queste dolci colline si conclude il nostro viaggio. Conserveremo a lungo il ricordo delle bellezze di questi luoghi, che si rivelano a chi è ancora capace di sorprendersi di fronte ad un panorama.

A chi sa emozionarsi, sospeso tra cielo e terra.

(Credits e Info: Toscana Bella Ovunque)