In piazza Santissima Annunziata, è noto a tutti i fiorentini un curioso personaggio, un uomo tra i quaranta e i cinquant’anni, conosciuto come Malva. Le leggende sul suo conto sono note attraverso aneddoti e racconti di amici e conoscenti, che sicuramente inventano, fantasticano, ingigantiscono, ma una certa linea di coerenza al suo riguardo è ormai assodata e tramandata. L’ho ascoltata, l’ho letta, vi ho riso, mi ha sorpreso, soprattutto quando il Malva l’ho visto di persona nella piazza in cui lavora; ma veniamo al dunque e coinvolgiamo chi del Malva ancora non sa nulla.
Quest’uomo ultra quarantenne, nativo fiorentino, quand’era sfaccendato diciottenne, trovandosi a decidere sull’avvenire della vita, trovò una strada fantasiosa e stravagante: appagare i vizi della gente mettendo su un business di innocua e benefica malva (adesso capirete il perché dello strano soprannome!). Il trucco fu  trattare questa pianta in modo assolutamente nuovo e originale, così da farla assomigliare alla marijuana, specie vegetale illegale e dai noti effetti di sballo rilassante. 
Il trucco è costato al Malva duri anni di apprendistato presso il capoluogo partenopeo:  lavorazione finissima, pregiata, in cui ormai eccelle senza pari, che gli ha permesso di creare un business con cui vive “onestamente” da più di quindici anni.
I dettagli sono quelli che contano, i particolari che di certo il Malva non ha mai lasciato al caso; si racconta infatti che l’erboristeria rifornitrice  della magica sostanza sia solita impacchettare l’erba in bustine piccine, assai carine, che tuttavia il Malva sostituisce puntualmente con dei sacchetti vecchi della spesa, allo scopo di dar parvenza losca al suo particolare tipo di commercio, in effetti sarebbe strano immaginare i clienti del Malva amanti di infusi e di tisane, infiocchettate e rilegate.
Ma attenzione, l’offerta dello stravagante personaggio non si limita alla malva, tra il suo banchetto si annoverano anche pasticche contro il raffreddore vendute intere (in modo da dare la parvenza di ecstasy) oppure sbriciolate (ed ecco che assomigliano alla costosa cocaina). Il prezzo? Per un grammo di pasticche antinfluenzali il Malva ci ricava tra i 50 e i 60 euro, sicuramente è più economico il vaccino, ma il prezzo copre il sapor di trasgressione!
Tutta questione di suggestione, sarebbe assurdo immaginare ragazzi sballati ed eccitati a suon di antinfluenzali, e il Malva qui ci gioca con sapiente ruolo di grande attore: interpreta lo  spacciatore losco, trasandato, circospetto e misterioso. Ma ha anche un’etica il nostro personaggio, si dice non venderebbe mai la polvere contro il raffreddore a chi purtroppo frequenta la piazza in cerca di eroina: gli effetti in questo caso non li conosce e non li tenta, con la vita non si scherza. Per questo è ben voluto da poliziotti e finanzieri che inizialmente l’hanno fermato, interrogato, perquisito, ma dopo aver analizzato, si sono scusati e allontanati.
Nel futuro del Malva c’è chi dice vi sia un nuovo continente, l’Australia in cui vorrebbe esportare il business della malva, visto l’elevato tasso giovanile, la frequenza della domanda e l’esiguità d’offerta soprattutto in alcune zone. Idea brillante, non ci sorprende sia del Malva, che spende due euro per un pacchetto verde e profumato in erboristeria e lo rivende a caro prezzo.
Nella piazza italiana, in effetti la concorrenza inizia ad essere spietata, c’è chi comincia ad imitarlo, e per lui è l’inizio di un tracollo d’immagine e finanza.
Un personaggio fuori dal comune, entrato nel paesaggio di una delle più storiche piazze di Firenze, in cui i turisti ammirano l’armonia di stili e forme del lontano Cinquecento, la statua equestre del Giambologna e  il lascito del grande Brunelleschi, e in cui poi si trova lui, maestro di furbizia, creatività, imprenditoria italiana e alternativa!