“ Tra lu mar Turchine la Majella ntra lu ddor di li fiur e la ginestr

Sopra lu cel limpid e celest o Sante Vite me si nat tu”

Questi versi di una canzone dialettale richiamano il paesaggio sanvitese.
San Vito Chietino è una terrazza di circa 5.000 abitanti situata lungo i 131 km di costa che caratterizzano la Regione Abruzzo. È un Paese che gode del verde di aperte campagne coltivate a ulivi, vigneti e piantagioni di grano, materie prime che vengono utilizzate per la preparazione di prodotti tipici (esempio li cill pijn ovvero taralli il cui impasto è costituito da olio e vino con un ripieno di marmellata d’uva o d’arancia).
Oltre al verde gode della vista dei principali monti della Regione, Gran Sasso e Majella, visibili dal Belvedere Mare e Monti e dal Belvedere Guglielmo Marconi dal quale si scruta l’azzurro del mare che caratterizza la parte bassa del paese prendendo il nome di San Vito Marina.
La Marina è zona di passaggio di molte auto poiché attraversata dalla SS16 che collega il Veneto con la Puglia ma anche il punto di incontro di paesani e non, in estate il Lungomare di Gualdo e il molo si popolano di vacanzieri e emigrati che tornano in terra natia.
I Sanvitesi sono cittadini accoglienti che tutt’oggi mantengono vive le tradizioni popolari folkloristiche, religiose e culinarie. Una delle più antiche di carattere religioso è la festa della Madonna del Porto, festeggiata l’ultimo sabato e l’ultima domenica di luglio, con la tipica processione di barche sul mare a ricordo del salvataggio di una paranza di pescatori da parte della Vergine, festa che termina con i suggestivi ‘spari’, fuochi pirotecnici sull’acqua.
Attrazione turistica del paese molto gettonata sono i trabocchi dai quali prende nome la cosiddetta Costa dei Trabocchi.
Il trabocco o trabucco nasce come macchina da pesca costruita interamente in legno con dei bracci detti antenne a sostegno di una rete a maglie strette detta trabocchetto ovvero trappola.
Nel corso degli anni da fonte economica di sostentamento per molte famiglie che abitavano la costa, il trabocco è diventato attrazione turistica e molti di questi a seguito di ristrutturazioni rese possibili anche da finanziamenti della Regione, sono diventati location per suggestivi ristoranti sul mare.
È possibile ammirare i trabocchi da un altro suggestivo colle definito Eremo Dannunziano, luogo dove il poeta stesso soggiornò alla fine dell’800 e compose il famoso romanzo ‘Il trionfo della morte’ dedicando a queste vecchie macchine da pesca dei versi: “…proteso dagli scogli, simile ad un mostro in agguato, con i suoi cento arti il trabocco aveva un aspetto formidabile…La macchina pareva vivere d’una vita propria, avere un’aria e una effigie di corpo animato […] ”.
Sui trabocchi trasformati in ristoranti si è soliti trovare piatti della tradizione culinaria sanvitese preparati con il pescato del giorno che molti proprietari stessi si procurano tramite piccole barchette di proprietà; primo fra tutti il famoso brodetto di pesce, ricetta che nasce sulle paranze dei pescatori i quali a fine giornata preparavano il piatto con i pesci rimasti invenduti o perché troppo piccoli o perché troppo grandi e aggiungevano pomodori e peperoni ricevuti in cambio dai contadini dell’entroterra. La zuppa viene servita in tegami di terracotta che mantengono la cottura e il gusto delicato ma allo stesso tempo saporito fino alla degustazione dell’ultimo pesce.
Lungo la Statale 16 che unisce San Vito Chietino con Fossacesia, strada definita anche golfo degli aranci per la presenza di questi alberi da frutto, si trovano piccole botteghe/ banchini dove vengono preparati e gustati manicaretti a base di pesce, ad esempio con soli 5€ è possibile gustare una ricca frittura di paranza.

Sabrina Acquarola

 

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