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  • Monumenti e piazze della città fiorentina dal giorno dell’Immacolata Concenzione fino all’Epifania diventeranno protagoniste, come ormai accade da diversi anni, del Firenze Light Festival. Promosso dal Comune di Firenze e organizzato dall’associazione MUS.E., associazione che cura la valorizzazione del patrimonio dei Musei Civici Fiorentini, il F-Light inonda di giochi di luce e videomapping i principali monumenti della città, menzionandone alcuni vi sono la Torre di Arnolfo, le rispettive facciate della Chiesa di Santo Spirito e del Mercato di San Lorenzo, la Loggia del Mercato Nuovo più comunemente conosciuta come Loggia del Porcellino e Ponte Vecchio. Le proiezioni si differenziano anno dopo anno a seconda del tema scelto, vi è però la luce considerata fonte di energia che accomuna tutte le edizioni. Durante il primo Festival “ In viaggio con la luce” risalente al dicembre del 2015, i videomapping proiettavano immagini che richiamavano l’idea del connubio luce e immaginazione; per la

  • “ Tra lu mar Turchine la Majella ntra lu ddor di li fiur e la ginestr Sopra lu cel limpid e celest o Sante Vite me si nat tu” Questi versi di una canzone dialettale richiamano il paesaggio sanvitese. San Vito Chietino è una terrazza di circa 5.000 abitanti situata lungo i 131 km di costa che caratterizzano la Regione Abruzzo. È un Paese che gode del verde di aperte campagne coltivate a ulivi, vigneti e piantagioni di grano, materie prime che vengono utilizzate per la preparazione di prodotti tipici (esempio li cill pijn ovvero taralli il cui impasto è costituito da olio e vino con un ripieno di marmellata d’uva o d’arancia). Oltre al verde gode della vista dei principali monti della Regione, Gran Sasso e Majella, visibili dal Belvedere Mare e Monti e dal Belvedere Guglielmo Marconi dal quale si scruta l’azzurro del mare che caratterizza la parte

  • Il palazzo, ubicato ad un paio di km da Siena , sembra essere appartenuto alla famiglia senese dei Turchi, come riportato sul portone principale “Platinum Turcatum”. La sua storia è misteriosa, ed il suo nome “Palazzo dei diavoli”pare dimostrare la presenza del diavolo. Si dice che all’interno di queste mura, nelle notti senza luna, si ritrovassero senesi insospettabili per celebrare, con orgie e messe nere, il culto satanico. Il nome Turchi, la famiglia a cui apparteneva il palazzo, riportava ai turchi, popolo infedele, e di conseguenza diavolo. Inoltre, nei sottopiani del palazzo, avevano aperto le loro attività artigiani e commercianti, ma le dicerie del tempo sostenevano che coloro fossero soprasseduti da forze maligne.

  • Poco distante da Piazza del Campo, seminascosta dagli edifici circostanti, e di irrilevante significato dal punto di vista artistico, sorge la Fonte del Casato, il cui accesso avviene scendendo una ripida scalinata. Nel 1952 fu presentata dai cittadini una petizione per ottenere la realizzazione della fonte, struttura indispensabile per fornire l’acqua alle abitazioni. La fonte fu però poco utilizzata per la scomodità degli scalini, e si dice che per secoli, visto il parapetto che si affaccia sulla scalinata, fosse diventata teatro di molti suicidi. Successivamente fu murata e solo negli anni ’70 è stata  riaperta.

  • A sinistra del Duomo, di fronte al palazzo arcivescovile, tra le pietre della parete esterna, cercando con pazienza, si trova una pietra in cui sono incise 5 parole scritte in latino, ognuna formata da sole 5 lettere, ciascuna sotto l ‘altra tanto da formare un quadrato. E’ una piccola epigrafe in cui possiamo leggere ” SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS”,  il cui senso e significato simbolico rimangono ancora oscuri. La peculiarità di questo quadrato, appunto magico, è che la frase nel suo intero, risulta polindroma, ossia la si può leggere in tutti i sensi, dall’alto verso il basso, dal basso in alto, da destra a sinistra, o da  sinistra a destra.

  • Divenuta Museo nel novembre 2003, questa è la casa in cui visse la famiglia Carducci dal 1856 al 1858: vi abitavano il dottor Michele, medico chirurgo del paese, con la moglie Ildegonda Celli ed i loro due figli Dante e Valfredo. Il primogenito, il poeta Giosuè, era professore di retorica al Ginnasio di San Miniato ed ogni sabato, tornando in famiglia, percorreva a piedi i 18 Km che separavano i due centri. Ma qui si consumò la loro tragedia: si tramanda infatti che Michele, durante una delle ennesime liti, colpì con un bisturi il figlio Dante, uccidendolo, il 4 novembre 1857. Dante venne così fatto passare per suicida, mentre Michele, a sostegno della tesi dell’omicidio, morì pochi mesi dopo, il 15 agosto 1858. Entrambi furono sepolti nel vecchio cimitero, attuale Campo della Rimembranza, in via delle Grazie. A testimonianza di questo soggiorno sulla fiorita collina tosca, oltre ai celebri versi del poeta, rimane il carteggio che intercorse tra

  • 22 febbraio 2018 alle ore 16.00 in Via San Leonardo n. 2 a Viterbo si terrà un workshop di presentazione della piattaforma dedicata alle guide e agli operatori turistici iTourist. Da oggi, fare la guida turistica sarà più agevole perché il turista sarà in grado di trovarvi ovunque siate e contattarvi direttamente per usufruire dei vostri servizi. lo strumento che vi proponiamo, potenzierà in maniera esponenziale la vendita dei vostri tour e quindi il vostro lavoro. Partecipazione gratuita E’ gradita una conferma di partecipazione telefonando al numero +39 329 8591732 oppure inviandoci una email.

  • Le Colline del Chianti (note anche come Monti del Chianti) sono una breve catena montuosa (circa 20 km) a cavallo fra le province di Firenze, Siena e Arezzo che segnano il confine orientale della regione del Chianti con il Valdarno e la val di Chiana. La vetta più alta è quella di Monte San Michele (893 metri s.l.m.) nel comune di Greve in Chianti in provincia di Firenze. Il rimanente territorio risulta invece prevalentemente collinare e i comuni presenti in questa area costituiscono parte della zona di produzione del Chianti, vino rosso DOCG. Dal punto di vista geografico i confini del Chianti sono abbastanza confusi e contesi e includono tutta l’area collinare tra Firenze, Siena e Arezzo. Dal punto di vista storico si considera Chianti il territorio dei comuni di Gaiole, Radda e Castellina, ovvero la vecchia Lega del Chianti poi trasformata in Provincia del Chianti, attualmente tutta ricompresa nella

  • L’abbazia di San Michele Arcangelo a Passignano è un monastero della Congregazione vallombrosana situato nel territorio delle colline del Chianti, in località Passignano, nel comune di Tavarnelle Val di Pesa, in provincia di Firenze. Il monastero adottò la regola vallombrosana già nell’XI secolo per opera di Giovanni Gualberto, che qui morì nel 1073. Più volte distrutto e ricostruito, oggi appare più come un castello che come una comunità monastica. Il complesso monastico appare ancora oggi racchiuso all’interno della cortina muraria quattrocentesca a pianta quadrangolare con torri d’angolo ma sono evidenti le integrazioni neogotiche realizzate alla fine del XIX secolo quando, soppressa la comunità monastica, venne trasformato in una villa. La chiesa abbaziale, a pianta a croce latina, è stata quasi interamente ricostruita dalla seconda meta del XVI secolo e internamente affrescata dal Passignano e da Alessandro Allori. Il complesso monastico dal 1986 è tornato di proprietà dei monaci vallombrosani. L’intitolazione

  • Montefioralle è una frazione di Greve in Chianti in provincia di Firenze, a breve distanza dal capoluogo comunale. Il più antico ricordo documentato risale al 6 febbraio del 1085 quando viene rogato un atto nel a castro Monteficalli. Il castello viene citato diverse altre volte all’inizio del XII secolo come una curtis in cui venivano rogati atti ufficiali, atti conservati nell’archivio della Badia a Passignano. Tra questi documenti quello datato 4 marzo 1122 è di particolare interesse; in quel documento viene certificata la vendita di un bene tra un tale Benne di Gerardo e Gisla di Guinildo insieme alla madre Ermengarda del fu Rolando, i personaggi di questa vicenda portano tutti un nome di origine germanica tanto che si è ipotizzato che fossero esponenti di una famiglia nobile di stirpe longobarda. In epoca successiva il castello e borgo di Monteficalle fu di proprietà dei Ricasoli, dei Benci di Figline e

  • Il Gallo Nero è lo storico simbolo del Chianti, adottato come marchio per il vino Chianti Classico dal consorzio che ne raggruppa i produttori. Fino al 2005 il Gallo Nero era il simbolo del Consorzio del Marchio Storico, un consorzio che gestiva l’immagine di un gruppo di produttori all’interno del Consorzio del Vino Chianti Classico. Dal 2005 il simbolo è stato esteso a tutti i produttori della sottozona Classico. L’origine di questo simbolo deriva da un’antica leggenda. Si narra che al tempo delle lotte medievali Firenze e Siena, da sempre in guerra per il possesso di questo preziosissimo angolo di Toscana ed entrambe stanche di battaglie sanguinose, decidessero di regolare la questione con un singolare arbitrato. Le due città decisero infatti di affidare la definizione del confine ad una prova tra due cavalieri, uno con i colori di Firenze ed uno con i colori di Siena. Il confine fiorentino-senese sarebbe

  • L’abbazia di San Galgano è un’abbazia cistercense, sita ad una trentina di chilometri da Siena, nel comune di Chiusdino. Il sito è costituito dall’eremo (detto “Rotonda di Montesiepi”) e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina e ridotta alle sole mura, meta di flusso turistico. La mancanza del tetto – che evidenzia l’articolazione della struttura architettonica – accomuna in questo l’abbazia a quelle di Melrose, di Kelso e di Jedburg in Scozia, di Tintern in Galles, di Cashel in Irlanda, di Eldena in Germania, di Beauport a Paimpol (Bretagna) e del Convento do Carmo a Lisbona. In Italia, un paragone, almeno estetico, può compiersi con la cosiddetta Incompiuta di Venosa (Potenza), che, però non cadde in rovina: i lavori di edificazione non vennero mai completati. Di san Galgano, titolare del luogo che si festeggia il 3 dicembre, si sa che morì nel 1181 e che, convertitosi dopo una giovinezza disordinata,