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  • Il Teatro del Silenzio è un anfiteatro creato sfruttando la naturale conformazione di una collina nei pressi del paese di Lajatico, in provincia di Pisa. La costruzione, inaugurata il 27 luglio 2006, è stata eretta per volontà del popolare cantante Andrea Bocelli originario di questo paese. Secondo l’idea originale, la struttura è nata per essere montata ed ospitare un solo spettacolo l’anno (da qui il nome “Teatro del Silenzio”). La costruzione consta di un “palcoscenico” circolare di alcuni metri di raggio al cui centro campeggia una scenografia diversa ogni anno: la più famosa, divenuta simbolo stesso del Teatro, è un’imponente scultura raffigurante un volto umano eseguita dallo scultore polacco Igor Mitoraj per la scenografia di una Manon Lescaut e donata successivamente dallo scultore alla fondazione del teatro. A fare da fondale al palco sono stati posti alcuni blocchi di granito. La platea nei giorni in cui il teatro non è

  • Nel testamento datato 28-8-1374, Giovanni Boccaccio lascia in eredità la casa dove trascorre gli ultimi anni della sua vita al fratello Iacopo. Dopo questa data non abbiamo più notizie della casa. Nel 1821, forse in omaggio a Lord Byron, che nei versi del IV canto del Childe’s Harold Pilgrimage del 1818, aveva denunciato la distruzione della tomba del poeta, Carlotta de’ Medici, vedova Lenzoni, acquista due case dal carbonaio Luigi Viti. Qualche anno dopo, la Lenzoni, gli restitusce la prima e provvede, nel 1826, ai lavori di ristrutturazione e arredamento della seconda, ritenuta la vera casa di Giovanni Boccaccio. In questo stesso anno, fa eseguire dal pittore fiorentino Pietro Benvenuti, l’affresco raffigurante il Boccaccio al suo tavolo da lavoro. Con testamento in data 1/12/1839, la Lenzoni cede la casa allo Stato disponendo che il lascito abbia effetto solo dopo estinta la sua discendenza maschile. Gli eredi Lenzoni, tuttavia, anzichè consegnare

  • L’ingresso principale è dalla maestosa Porta Franca o Romea, ricavata alla base di una torre rivolta verso Siena. Varcata la porta una breve tratto di strada immette nel cuore del castello, l’ampia Piazza Roma dove si affaccia la Pieve di S. Maria Assunta. A fianco della parrocchiale ti consigliamo di visitare il piccolo museo “Monteriggioni in Arme”, utile per comprendere la storia militare del borgo, ma adatto anche a bambini e famiglie che vogliano solo divertirsi a indossare l’armatura di un antico cavaliere. Da non perdere i camminamenti sulla cinta muraria, con panorami mozzafiato sulla splendida campagna circostante, e una passeggiata per vie e piazzette del borgo, dove pozzi e cisterne ci ricordano di quanto fosse vitale, in caso di assedio, poter disporre di ingenti riserve d’acqua. Ai più curiosi suggeriamo una passeggiata lungo la strada che all’esterno gira attorno alle mura, alla scoperta di antiche iscrizioni, porte murate e

  • Avrete l’opportunità di scegliere tra cinque percorsi a tema, in base all’aspetto storico-culturale che vorrete approfondire. Così ogni volta che tornerete a Ostia Antica potrete decidere di seguirne uno nuovo. 1. Lungo il Decumano La via commerciale. I luoghi di scambio, gli edifici dirappresentanza, i modi e i luoghi di produzione. Le Fulloniche, il Piazzale delle Corporazioni, le tabernae, il teatro e i magazzini. 2. Da Porta Marina I culti e le comunità religiose. La Sinagoga, i Mitrei. La Basilica Cristiana, il Tempio Rotondo e il Capitolium. Il Campo della Magna Mater. 3. Foro e dintorni Il centro politico, commerciale e religioso. Il Foro, il Cardo Massimo, le Terme, il Capitolium, il Thermopolium, il Piccolo Mercato, le Tabernae dei Pescivendoli e il Macellum, la Basilica Cristiana e il Tempio Rotondo. 4. Attorno a Via della Foce I quartieri del porto fluviale. I culti e gli edifici sacri, i quartieri popolari;

  • Ostia fu una città del Latium vetus, porto della città di Roma, posta nelle vicinanze della foce del fiume Tevere. Prima colonia romana fondata nel VII secolo a.C. dal re di Roma Anco Marzio, secondo il racconto tradizionale, si sviluppò particolarmente in epoca imperiale come centro commerciale e portuale, strettamente legato all’annona (approvvigionamento di grano per la capitale). Rimase centro residenziale e amministrativo dopo la costruzione dei porti di Claudio e di Traiano, ma decadde rapidamente in epoca tardo-antica, sostituita dal centro portuale di Porto, e fu abbandonata in epoca alto-medievale. Le rovine della città furono scavate a partire dagli inizi del XIX secolo: si sono conservate, insieme ai monumenti pubblici, numerose case di abitazione e strutture produttive, che ne fanno un’importante testimonianza della vita quotidiana antica. Nel 2014 gli scavi di Ostia e il suo museo sono stati il sedicesimo sito statale italiano più visitato, con 332.190 visitatori e

  • Piazza Navona rimane celebre nella memoria dei romani per i giochi d’acqua che vi si svolgevano particolarmente nei mesi estivi, che presero il nome di battaglie navali, che per motivi igienici vennero definitivamente aboliti da Pio IX nel 1866: « Fra gli spettacoli memorabili di piazza Navona, divenuta, all’epoca del rinascimento, il Circo Massimo dei romani per le feste carnevalesche, i tornei, le corse, le cacce, le rappresentazioni sceniche e i giuochi d’ogni maniera, rimarrà celebre e singolarissimo quello del lago. Il sabato sera, d’agosto, chiudevasi il chiavicone, posto allora presso la fonte del Moro: turavansi le fistole del pilo di mezzo, e la parte concava della vasta piazza rimaneva inondata in sole due ore. L’allagamento protraevasi infino all’una di notte della seguente domenica, e si rinnovava ogni sabato per tutto il mese. In Roma, città delle acque per eccellenza, sorviveva dunque la memoria e il diletto delle natatorie e

  • Il Babuino (o, con accento romanesco, Babbuino), è una delle sei statue parlanti di Roma. È la raffigurazione di un “sileno giacente” su una base rocciosa, chiamato dal popolo di Roma “babbuino” perché così brutto e deforme da poter essere paragonato ad una scimmia. Una tesi interessante, ma non dimostrata, vuole che in realtà il termine “babbuino” non sia altro che una variante fonetica del diffuso termine popolare “babbione”. Questo, a sua volta, deriverebbe dal latino “bambalio, bambalionis” avente significato di “vecchio svanito e cialtrone; imbecille”: la posa e l’espressione del Sileno, in effetti, potrebbero indurre un tale caustico giudizio. Nel 1571 papa Pio V concesse l’utilizzo di alcune once d’acqua del nuovo acquedotto Vergine[2], appena ripristinato, al palazzo del nobile Alessandro Grandi, su quella che all’epoca si chiamava via Paolina, il quale fece realizzare, in onore del Pontefice, una fontana ad uso pubblico, ponendo la statua ad ornamento della

  • Ardea è un comune italiano di circa 50 mila abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio. Ardea sorge su una rocca tufacea, in vista delle propaggini occidentali dei Colli Albani, dalla quale domina la zona circostante; il Comune è inserito nell’Agro Romano e si estende a sud di Pomezia, con ai lati la veduta dei Castelli romani e del Mar Tirreno, confinando a sud con i Comuni di Anzio e Aprilia. Superficie del territorio comunale di Ardea: 79,4 km². Confini: a nord, Comune di Roma. Pomezia, Albano Laziale e Ariccia, a est; Aprilia, Comune in provincia di Latina. A sud confina con Anzio e Mar Tirreno, a ovest con Pomezia. Denominazione abitanti: Ardeatini. In dialetto, ardiesi (termine col quale si definiscono soprattutto gli abitanti della Rocca di Ardea). L’origine geologica di quest’area si deve prima all’emersione dal mare del terreno, caratterizzato da lagune e paludi, e quindi dal

  • Torvaianica, scritta anche Torvajanica, è una frazione di 17 235 abitanti del comune di Pomezia, nella città metropolitana di Roma Capitale. È nota per essere un’importante località balneare del litorale romano, sviluppatasi a partire dagli anni 50 del novecento, estendendosi per circa 8,5 km, tra Ostia e Marina di Ardea. Su questi lidi, secondo la leggenda, sbarcò Enea millenni di anni fa, lungo le rive del fiume Numicus (oggi Fosso di Pratica di Mare) come narrato da Virgilio nell’Eneide; quest’origine mitologica è confermata dai vicini ritrovamenti dell’area archeologica dell’antica Lavinium (vicino al borgo medioevale di Pratica di Mare), a circa 4 km dalla costa odierna di Torvaianica. Il nome deriva dalla torre del Vajanico, fatta costruire nel 1580 per difendere l’entroterra dalle incursioni dei pirati saraceni. I primi nuclei di abitanti si hanno negli anni venti del 1900, quando sulla costa (vicino alla torre) approdarono le prime famiglie di pescatori.

  • La villa romana di Torvaianica in via Siviglia, è stata scoperta durante i lavori per la costruzione di una rete fognaria nel 2006. Gli scavi hanno messo in luce l’impianto di  un grande complesso residenziale, con almeno due edifici termali privati, un portico colonnato e giardini sopraelevati  prospicienti l’approdo al bacino lacustre verso ovest. La ricchezza dei materiali utilizzati (intonaci con decorazioni floreali, pavimentazione in opus sectile) e alcune iscrizioni poste su fistule plumbee, attribuiscono la villa a due senatori, imparentati con la gens Flavia. La datazione del complesso residenziale, in relazione ai materiali rinvenuti in situ, copre un arco cronologico dal I sec. a.C., sino almeno al II-III d.C. Le funzioni della villa suburbana sembrano mutare nel tempo: il rinvenimento di una necropoli di notevole estensione, con oltre 80 sepolture di adulti (tombe a cappuccina o a cassa) e infanti (in anfore), databili fra il III e il IV sec.

  • L’Heroon di Enea è un tumulo sepolcrale datato al VII secolo a.C. che si trova a Lavinio e che si vorrebbe identificare come la tomba di Enea. Così lo descrive Dionigi di Alicarnasso: «Si tratta di un piccolo tumulo, intorno al quale sono stati posti file regolari di alberi, che vale la pena di vedere». Ad oggi gli studi hanno rivelato che il tumulo è sicuramente legato ad una figura molto importante sotto l’aspetto sociale della sua epoca. Trattasi di un personaggio che aveva sicuramente autorità sia spirituali che militari. Questo dato è tratto dagli oggetti e dai resti rinvenuti nella tomba. Il tumulo che ricorda molto le sepolture di stile etrusco ha avuto nel tempo modifiche che hanno portato l’area a divenire col tempo luogo di venerazione e pellegrinaggio da parte della popolazioni latine. L’area archeologica che è oggetto di studi e restauro dal 1968 ha constatato che il

  • Il Borgo di Pratica di Mare sorge su un altopiano tufaceo sede dell’acropoli dell’antica  Lavinium. In età imperiale vi si innesta un impianto residenziale, testimoniato dalla presenza di pavimenti in mosaico. Proprietà ecclesiastica a partire dal IV secolo, è appartenuta ai monaci benedettini fino al XIV secolo. All’VIII secolo risalirebbe la primitiva chiesa di San Lorenzo (oggi San Pietro Apostolo, rimaneggiata nel XIII secolo con un cambio di orientamento) e la torre quadrata in seguito inglobata nel palazzo e poi distrutta durante la seconda guerra mondiale. A partire dal XV sec. il Borgo diviene proprietà di grandi famiglie baronali: i Colonna, i Capranica, i Massimi e, dal 1617, i Borghese, attuali proprietari. La conformazione attuale del Borgo è riferibile alla ristrutturazione operata nel XVII sec. dall’architetto Rainaldi su disegni di Antonio da San Gallo il Giovane. All’esterno del Borgo, si trova il Museo Civico Archeologico Lavinium ed un piccolo cimitero